Restauro scheletro di Balaenoptera physalus - Museo di Storia Naturale Accademia dei Fisiocritici

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immagine progetto 'Restauro scheletro di Balaenoptera physalus - Museo di Storia Naturale Accademia dei Fisiocritici'
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L’Accademia delle Scienze di Siena, detta dei Fisiocritici, fu fondata nel 1691 per promuovere la diffusione del sapere scientifico. Oltre ad essere una delle accademie scientifiche più antiche ancora esistenti, può essere considerata una delle istituzioni culturali più vive della città di Siena. Pur mantenendo nei secoli la sua missione di divulgazione, ha ampliato negli ultimi anni il suo bacino di utenza e di azione, realizzando una moltitudine di eventi anche in campo artistico e sociale, grazie a una rete di collaborazioni locali, nazionali e internazionali (tra cui Google Arts & Culture). Dal 1998 è stata inserita dalla Regione Toscana fra le istituzioni culturali di rilevo regionale, mentre il suo Museo di Storia Naturale (che rappresenta il principale strumento con cui l’Accademia porta avanti la sua secolare missione) figura tra i Musei di Rilevanza Regionale dal 2013. Lo scheletro di balenottera lungo 15 metri esposto nella corte dell’Accademia è divenuto ormai l’emblema del Museo, fotografato ogni anno da migliaia di persone. Le ossa dell’esemplare, spiaggiato sulla costa toscana nel 1974, furono recuperate nel 1982 dopo un lungo seppellimento in loco e nel 1986 ricomposte in connessione anatomica nella corte dell’antico monastero che da oltre due secoli ospita i Fisiocritici. Lo scheletro, sostenuto da supporti in ferro, è riparato da una tettoia in lexan, ma dopo quasi 40 anni di esposizione agli elementi esterni (variazioni di temperatura e umidità, parziale esposizione ai raggi solari e alla pioggia) si presenta in uno stato di conservazione precario: alcune costole sono danneggiate, lo strato esterno (periostio) si è assottigliato mettendo a nudo il sottostante strato spugnoso, mentre residui lipidici e gli effetti dei trattamenti precedenti hanno portato alla formazione di macchie scure in varie porzioni scheletriche. Si manifesta quindi l’urgente necessità di un incisivo intervento di restauro conservativo ad opera di un professionista qualificato per tutelare questo reperto divenuto nel tempo un’immagine iconica e identitaria del Museo e uno dei simboli della città. Considerato il particolare stato di conservazione, le vicissitudini e le sue molteplici problematiche conservative, l’Accademia dei Fisiocritici ritiene che l’intervento sarebbe un’occasione imperdibile anche per fare di questo interessante reperto e del suo restauro un caso di studio, realizzando una serie di attività formative a latere tramite una sinergia tra più Enti, quali la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, tutore del Bene, la stessa Accademia e l’Università. Quest’ultima potrebbe partecipare proponendo a studenti/persone interessate un percorso didattico specifico, attraverso lezioni frontali e un laboratorio pratico, per diffondere conoscenze e competenze professionalizzanti in materia di preparazione e restauro di reperti osteologici, anche nell’ottica di un futuro inserimento nel mondo del lavoro.

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