Pinocchio

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immagine progetto 'Pinocchio'
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PINOCCHIO produzione Giardino Chiuso e COB/Opus Ballet - coproduzione Fondazione Fabbrica Europa per le arti contemporanee e Versiliadanza - in collaborazione con Fondazione del Maggio Musicale Fiorentino e NCA.Small Theatre, Yerevan - con il sostegno di Mibact, Regione Toscana coreografia Patrizia de Bari drammaturgia Tuccio Guicciardini scenografia e video Andrea Montagnani collaborazione al progetto Rosanna Brocanello Il progetto artistico inizia nel 2018 con la volontà di creare uno spettacolo teatro danza su uno dei capolavori della letteratura: Pinocchio. Riproporre un Pinocchio in danza non è mai banale; sul celeberrimo burattino di legno sono state prodotte innumerevoli letture sceniche, con più o meno fortuna, con più o meno correttezze drammaturgiche, con più o meno rispetto per il fantastico e controverso personaggio collodiano. Ma è proprio questa facoltà camaleontica che ha contribuito a costruire il suo indiscusso successo. Sezionato, ridotto, stravolto, rivolto, Pinocchio riesce sempre, da buona “birba”, a mantenere la sua coerenza, il suo impertinente sguardo di burattino. Grazie a questa generosità interpretativa il lavoro vuole far rivivere il suo mondo, ma con una distinta direzione immaginifica e simbolica: Pinocchio si forma, si modella sulle necessità espressive contemporanee, ancora una volta il ceppo di legno prende vita per raccontarsi sotto una luce diversa. Le parole di Kleist tratte dal “Teatro delle marionette” che aprono lo spettacolo, affidate all'interpretazione di Virginio Gazzolo, collocano il nostro Pinocchio in una lettura intuitivamente riconoscibile. La marionetta si inserisce tra il divino e il terreno, ricreando continuamente quella fase irripetibile che viene spesso coniugata con l’opera d’arte, la stessa condizione soprasensibile dell’artista, che percepisce la realtà con altri punti di vista. Sincero e dispettoso verso l’umanità, Pinocchio, che in questa lettura è il riflesso dell’artista, scruta curioso e pieno di aspettative tutto quello che accade intorno a lui. Ma le sue disavventure e la sua voglia di libertà lo porteranno, suo malgrado, ad assoggettarsi completamente al mondo terreno, scegliendo di diventare di carne e ossa e accettando l’anonimato nella massificazione, praticamente suicidando la sua parte “divina” per quella umana. Le scene si susseguono incessantemente, senza tregua, in viaggi fantastici e perigliosi alla scoperta delle sensazioni, degli affetti, della giustizia, dell’incerto, dell’amicizia, del tradimento, del divertimento, delle lacrime, della povertà, dell’onestà. Danza, parola, video, musica portano lo spettatore in una dimensione sospesa, coinvolgente e magica cercando di raccontare e difendere la libertà intrinseca di Pinocchio. Un Pinocchio che, come l’artista, guarda il mondo come fosse sempre la prima volta, con occhi ingenui e sempre curiosi. Un'anima pura.

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